Nuovo studio sulla carne rossa: nessun rischio per la salute

Una ricerca pubblicata sugli Annals of Internal Medicine sostiene che è un prodotto necessario al benessere dell’organismo

Ridurre il consumo di carne rossa fa bene alla salute? Secondo uno studio guidato dal prof. Bradley Johnston della Dalhousie University, non soltanto tale alimento non rappresenterebbe una minaccia per l’organismo, ma anzi si tratterebbe di un prodotto necessario per il suo benessere.  

Lo studio 

Lo studio, pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, contiene nuove linee guida sul consumo di carne rossa, finita di recente nel mirino di altre ricerche scientifiche, in particolare perché indicata come un fattore di rischio per lo sviluppo di alcuni tipi di tumori e altre patologie. Secondo quanto emerso dall’ultimo studio in materia, però, demonizzare ed eliminare dalla propria dieta carne rossa e carne processata (cioè quella lavorata e conservata, come salumi, salsicce e wurstel), è sbagliato. Gli esperti infatti non considerano necessario limitare i consumi di carne rossa e carni processate nella dieta dei paesi occidentali. Infatti 11 dei 14 membri del gruppo di lavoro hanno votato per il proseguimento del consumo attuale di carne rossa e carne processata, mentre 3 hanno optato per una “debole raccomandazione” a ridurlo. La ricerca stabilisce che il consumo di carne avrebbe effetti trascurabili sulla salute cardiovascolare e il rischio di sviluppare tumori, almeno nella popolazione generale.  

Il risultato si basa su “cinque revisioni sistematiche di alta qualità”, ovvero revisioni e recensioni di studi già pubblicati sul tema, in particolare sulla relazione fra consumo di carne e salute. Le ricerche esaminate – 12 studi unici randomizzati – includono i dati di circa 54mila persone. Dall’analisi non emerge un’associazione statistica significativa o importante fra l’assunzione di carne rossa o lavorata e il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e tumori. In conclusione, spiegano gli autori, «non ci sono prove stringenti che carni rosse o lavorate causino queste patologie». A fronte di questo riscontro, i ricercatori indicano che per molti è possibile continuare a mangiare queste carni. 

Ma quanta carne rossa o trasformata un adulto può assumere a settimana? 

Le raccomandazioni del World Cancer Fund sono di non superare le tre porzioni a settimana, per un totale di 350-500 grammi. Simili le conclusioni dell’Iarc, che parla di un massimo di 500 grammi. Per gli esperti dell’Harvard School of Medicine non bisogna superare le due porzioni a settimana per un massimo di 220-230 grammi.  

Lo studio, invece, partendo dalla stima del consumo medio di carne rossa e lavorata in Europa e negli Stati Uniti, che va dalle 2 alle 4 porzioni a settimana, ha stabilito che si possono mantenere queste abitudini alimentari. Tuttavia, è vero che non ci sarebbero prove empiriche a supporto di una correlazione tra alcune patologie e la carne rossa, ma allo stesso tempo non ci sarebbero prove empiriche nemmeno del contrario. 

Quindi il consiglio di FORMULA12 è comunque di limitare il consumo di carne rossa e di carne processata. Un’alimentazione varia e bilanciata è sempre la cosa migliore. La rotazione delle proteine, come indicano anche i 12 punti, è fondamentale per garantire al nostro organismo un apporto nutrizionale completo: quindi la carne rossa ogni tanto va bene, ma è sempre meglio privilegiare le altre fonti proteiche come pesce, uova e carni bianche. 

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