Cos’è la chetosi e come funziona: la parola al nutrizionista

La chetosi è una condizione fisiologica, in cui l’organismo utilizza i grassi invece dei carboidrati per produrre energia, garantendo una rapida perdita di peso senza rischi per la salute.

L’organismo umano, così come quello di tutti gli altri esseri viventi, necessita di nutrienti per sopravvivere. Questi sono infatti responsabili della regolare funzionalità dei vari metabolismi che si attivano quotidianamente, primo tra tutti la produzione di energia (fondamentale per la sopravvivenza).

Visita del nutrizionista
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1. Macro e micro nutrienti

I nutrienti si classificano in macro e micro nutrienti: tra i primi troviamo proteine, lipidi (grassi) e carboidrati, mentre tra i secondi troviamo vitamine e minerali.

Le proteine hanno diverse funzioni tra le quali: partecipare alle reazioni cellulari sotto forma di enzimi, trasportare sostanze tra i vari distretti dell’organismo, costituire molecole più complesse e importanti come ormoni e anticorpi o far parte delle membrane cellulari, oltre a creare la struttura del muscolo ed essere fondamentali per la sua contrazione.

I lipidi invece, hanno principalmente una funzione di riserva (e di isolamento termico), oltre ad avere una funzione plastica-strutturale (sono componenti fondamentali delle membrane cellulari e di alcune molecole importanti come gli ormoni) e trasportare le vitamine liposolubili nei vari punti di utilizzo.

I carboidrati hanno come funzione principale quella energetica (sono il primo substrato che il corpo utilizza per produrre energia), poi hanno funzione strutturale (costituiscono parte delle membrane cellulari) e di riserva energetica (si accumulano sotto forma di glicogeno a livello di muscoli e fegato).

Il primo substrato per la produzione di energia sono i carboidrati, ma anche proteine e lipidi partecipano alla produzione di energia, che avviene in diverse fasi. Semplificando possiamo dire che: i macronutrienti vengono prima digeriti e dal loro catabolismo si ottengono rispettivamente amminoacidi (a partire dalle proteine), glucosio (dai carboidrati) e acidi grassi (dai lipidi). Successivamente, dopo una serie di reazioni chimiche, si ottengono pacchetti energetici pronti all’uso.

Come abbiamo appena visto, in un’alimentazione “completa” tutti i nutrienti giocano un ruolo fondamentale per la produzione di energia, ma esistono regimi alimentari che si privano di alcuni specifici nutrienti, attivando metabolismi differenti. Ad esempio, nel momento in cui si ha un’alimentazione poverissima di carboidrati (dieta chetogenica) o un digiuno prolungato, si attiva un processo metabolico che porta l’organismo in uno stato di chetosi.

2. Cos’è la chetosi?

La chetosi è quel processo fisiologico che si verifica quando in circolo si riscontra un’elevata concentrazione di chetoni ma glicemia e pH rimangono negli standard fisiologici.

Normalmente tracce di chetoni si ritrovano anche in condizioni di “non chetosi”, ma questi aumentano se ci troviamo in un regime chetogenico o di digiuno. In chetosi il fegato, che fino a quel momento utilizzava carboidrati come primo substrato, andrà ad utilizzare i grassi per produrre energia.

"In chetosi il fegato, che fino a quel momento utilizzava carboidrati come primo substrato, andrà ad utilizzare i grassi per produrre energia"


Il fegato però non è in grado di utilizzarli, per questo motivo prima entrano nel circolo ematico e raggiungono tutti gli altri distretti, encefalo compreso, e di seguito vengono utilizzati a fini energetici.

La chetosi è un processo fisiologico e come tale NON è dannoso per l’organismo. Basti pensare che il primo utilizzo agli inizi del ‘900 era rivolto alla cura dell’epilessia in bambini farmaco-resistenti.

I lipidi vengono così metabolizzati a livello epatico e come molecole derivanti da questo processo si ottiene la formazione di corpi chetonici: acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone.

Nei giorni nostri però, l’utilizzo principale del regime chetogenico è per una perdita di peso rapida, e ciò comporta anche un bassissimo introito calorico oltre che una scelta limitata di alimenti. Di conseguenza un regime chetogenico non può essere protratto per troppo tempo, solitamente può essere seguito fino ad un massimo di 20-21 giorni in modo da non rischiare carenze nutrizionali.

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