In Italia sovrappeso il 42% dei bambini

L’obesità infantile in Europa si conferma un problema di salute pubblica

Nei Paesi europei l’obesità infantile si conferma un problema di salute pubblica, seppure con incidenze molto diverse tra i vari Stati. È quanto emerso dal XII meeting dell’iniziativa OMS European Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI), che si è svolto a Bergen (Norvegia) il 13 e 14 giugno 2019. L’Italia partecipa al COSI attraverso i dati della sorveglianza in età pediatrica OKkio alla Salute, coordinata dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità (ISS).

L'Iniziativa europea di sorveglianza sull'obesità infantile dell'OMS (o COSI), è un sistema unico che da oltre 10 anni misura i dati sull'obesità tra i bambini in età di scuola primaria. Il COSI comporta la misurazione standardizzata di peso e altezza di oltre 300mila bambini nella regione europea dell'OMS, fornendo dati rappresentativi a livello nazionale per i paesi partecipanti, nonché un'ampia gamma di dati a livello regionale per l'analisi delle determinanti del sovrappeso e dell'obesità infantili. 

 I dati sull’obesità infantile

I risultati preliminari della quarta raccolta dati COSI, effettuata nelle scuole primarie di 35 Stati nel 2015-2017 mostrano una notevole variabilità da Paese a Paese.

Tra i bambini di sesso maschile, i valori più alti sono stati registrati a Cipro (43% in eccesso ponderale di cui 21% obesi utilizzando le curve di crescita dell’Oms), in Grecia (42% in eccesso ponderale di cui 20% obesi), in Italia (42% in eccesso ponderale di cui 21% obesi) e in Spagna (42% in eccesso ponderale di cui 19% obesi). I valori più bassi sono stati registrati in Tajikistan (9% in eccesso ponderale di cui 2% obesi), Turkmenistan (11% in eccesso ponderale di cui 4% obesi), Kazakhstan (17% in eccesso ponderale di cui 5% obesi) e Danimarca (18% in eccesso ponderale di cui 5% obesi).

Dati simili per quel che riguarda le bambine: i valori più alti sono stati registrati a Cipro (43% in eccesso ponderale di cui 19% obese), in Spagna (41% in eccesso ponderale di cui 17% obese), in Grecia (38% in eccesso ponderale di cui 14% obese) e in Italia (38% in eccesso ponderale di cui 14% obese). I valori più bassi sono stati registrati in Tajikistan (5% in eccesso ponderale di cui 1% obese), Turkmenistan (11% in eccesso ponderale di cui 2% obese), Albania (16% in eccesso ponderale di cui 5% obese) e Repubblica Ceca (19% in eccesso ponderale di cui 6% obese).

Segnali incoraggianti: migliorano gli stili di vita

L'iniziativa COSI - come si legge sul sito Epicentro a cura dell'Istituto superiore di sanità - indaga anche abitudini e stili di vita, in particolare le abitudini alimentari (come il consumo di frutta, verdura e bevande zuccherate) e i livelli di attività fisica (con domande sulle modalità con cui ci si reca a scuola e sul tempo dedicato all’attività fisica e sportiva), che hanno un impatto sul peso corporeo e, in prospettiva, sul rischio di malattia cronico-degenerative. Un risultato positivo è che alcuni Paesi, tra cui l’Italia, mostrano un andamento in diminuzione del fenomeno dell'obesità e dell'eccesso ponderale in genere e ci sono dei miglioramenti nelle abitudini di vita. Durante il meeting sono state discusse anche le iniziative intraprese dai vari Paesi per contrastare l'obesità nei bambini e promuovere gli stili di vita salutari.

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