Panettone proteico? Ecco il…pancapocollo

Arriva dalla Puglia una versione inedita del classico dolce natalizio. Una versione proteica, sì, ma anche molto ricca di grassi

Voglia di panettone, ma siete preoccupati dai picchi glicemici che il dolce per eccellenza delle festività natalizie potrebbe causare? A dire il vero più una certezza che una possibilità. Come fare allora? Una soluzione arriva dalla Puglia, dove il salumificio Santoro di Cisternino ha lanciato il Pancapocollo, che unisce appunto il panettone al capocollo di Martina Franca, considerato il re dei salumi pugliesi. Il pancapocollo coniuga dolce e salato: così, al salume si abbinano i canditi all’arancio. Risultato? Sicuramente questa soluzione permette di contenere i picchi glicemici, abbinando ai carboidrati del panettone le proteine del capocollo. Certo, il capocollo non è proprio un salume indicato per mantenersi in forma, essendo molto ricco di grassi.
Il Pancapocollo è realizzato con un impasto fatto di farina di grano tenero, miele di sulla, arancia candita, burro, pasta madre, tuorlo, vaniglia e ovviamente, il Capocollo rigorosamente di Martina Franca, presente per il 20%.

Ma il pancapollo non è il solo tentativo di abbinare le proteine al classico panettone. Un’altra versione audace del classico dolce natalizio è quella proposta dal Pastry Chef Dario Nuti, che ha ideato un panettone salato con il cuore di carbonara. Al posto dei canditi, il tuorlo d’uovo e il guanciale: a parte, una cremosa salsa alla carbonara. O ancora,  il panettone allo speck di Sauris, cipolle rosse di Cavasso e della Val Cosa e formaggio Montasio. Che dire: anche qui l’abbinamento proteico è assicurato!

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