Diet economy e anti aging: il benessere fa tendenza

Il mercato mondiale beauty & personal care è in costante crescita, e il food ha un ruolo di primo piano

Anti-age, beauty, fitness, sana alimentazione: il settore del benessere non conosce crisi, anzi, è in continua espansione. I dati parlano chiaro: secondo l’analisi dei trend per il settore beauty diffusi in occasione del Pambianco Beauty Summit, il mercato mondiale beauty & personal care - che ad oggi vale più di 430 miliardi di euro - raggiungerà circa i 550 miliardi di euro nel 2020, con una crescita media annua del 5,8% entro il 2022. Il mercato principale a livello mondiale è e resterà quello statunitense, che nel 2018 ha raggiunto gli 80 miliardi di euro e che secondo le stime arriverà a 92 miliardi di euro entro il 2022. Si confermano invece in forte crescita i mercati emergenti: Cina, con un tasso di crescita dell’8%, e India +11%.

Da questa analisi emerge inoltre che la sostenibilità si attesta quale trend trainante soprattutto per i Millennial, che hanno un approccio fortemente green e scelgono prodotti naturali e sostenibili: il 44% di chi acquista prodotti in questo settore è attento all’origine e predilige quelli realizzati in modo etico; il 42% è disponibile a pagare di più per assicurarsi prodotti ecosostenibili, il 41% evita il più possibile  la plastica e infine il 37% cerca prodotti con packaging eco-friendly. Inoltre, il fatto che i principali interlocutori del settore siano i giovani e i giovanissimi spiega la grande avanzata del digital in questo comparto: quasi il 60% dei consumatori, a livello mondiale, ha acquistato prodotti del settore sul web almeno una volta nell’ultimo anno. Le vendite online sono quasi raddoppiate tra il 2013 e il 2017, e il tasso di crescita è più elevato rispetto a quello delle vendite negli store fisici.

I dati italiani: food, fitness e cura del corpo

Focalizzando l’attenzione esclusivamente sull’Italia, qui i dati parlano di una spesa annua di 43 miliardi di euro, per un importo pro-capite di circa 1.300 euro all'anno. Un quadro che emerge dal primo Rapporto sull'Economia del Benessere, realizzato da Doxa su un campione di 4mila persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni in 10 Regioni d’Italia (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto). Analizzando i dati nel dettaglio, l’anno scorso sono stati spesi 43 miliardi di euro per il settore del benessere, esclusi i prodotti cosmetici, con una spesa pro-capite di circa 1300 euro all’anno. Di questi 43 miliardi, 17,5 sono stati spesi per una sana alimentazione, 10,2 miliardi per la cura del corpo e 8,6 miliardi per fitness e attività fisica: dalle palestre ai centri benessere, dai centri termali alle spa, in Italia gli appassionati coinvolti in questo tipo di attività sono circa 18 milioni l'anno, il che rende il nostro Paese secondo solo alla Germania nelle classifiche Europee. Altri 4,7 miliardi di euro sono stati destinati dagli italiani alla gestione dello stress e infine 1,7 miliardi alla cura del sonno.

Alimentazione: la salute al primo posto

Una grossa fetta della spesa che gli italiani riservano al benessere, oltre il 40%, è destinato al settore dell’alimentazione: 7 miliardi per prodotti dietetici e regimi alimentari specifici, 3,7 miliardi per l'acquisto di piccoli elettrodomestici per preparare cibi sempre più sani, 3,4 miliardi per prodotti per integrare l'alimentazione (prodotti erboristici, integratori, probiotici), che vengono acquistati da 29,5 milioni di persone. In media ogni italiano assume quattro confezioni e mezzo di integratori alimentari all’anno: un mercato esploso tra il 1990 e il 2000 e da allora in costante crescita. Sono soprattutto le donne sotto i 35 anni a prestare particolare attenzione agli stili alimentari, rivolgendosi a dietologi e nutrizionisti e privilegiando prodotti alimentari di qualità.

Il Rapporto sull'Economia del Benessere ha messo in luce anche i cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani: solo 2 italiani su 3 affermano di essere onnivori. Un terzo della popolazione dichiara invece di seguire un particolare stile alimentare (24%) oppure una dieta specifica (10%). La sensibilità sempre più alta verso ciò che si mangia emerge anche dal fatto che, nonostante il costante proliferare di locali in cui consumare pranzi e cene di ogni tipo, il 65% degli italiani predilige la preparazione dei cibi fatti in casa.

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