Consumo di alcol: maglia nera all’Alto Adige, in Basilicata si beve poco

Più della metà degli italiani dichiara di consumare bevande alcoliche: e i più salutisti questa volta sono al Sud

L’alcol fa male, fa ingrassare e crea dipendenza: ma nonostante questo, il 55,3% degli italiani dichiara di fare uso di bevande alcoliche. Il consumo di alcol è associato a numerose malattie croniche ed espone chi lo assume a un aumentato rischio di incidenti stradali e altri comportamenti a rischio. Si stima che in Italia siano almeno 30.000 le morti causate dall’alcol, che risulta essere la prima causa di morte tra i giovani fino ai 24 anni di età, in relazione principalmente agli incidenti. Anche l’impatto economico è notevole: i costi indotti dal consumo di alcol, nei Paesi ad alto e medio reddito, ammontano a più dell’1% del Pil.

Il fatto positivo è che in Italia il consumo di alcol negli ultimi anni è calato sensibilmente: secondo i dati dell’Ocse, negli ultimi trent’anni il consumo pro-capite di alcol è sceso del 50%, mentre nello stesso periodo è notevolmente aumentato in altri Paesi.

Alcol: chi più e chi meno

Stando ai dati raccolti da Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), ente adibito al monitoraggio sullo stato di salute della popolazione adulta italiana e che fa riferimento all’Istituto Superiore di Sanità, l’Alto Adige è la regione italiana con la più alta percentuale di consumo di alcol: il 76,9%, oltre 20 punti percentuali al di sopra della media nazionale. E si attestano al di sopra di questa media, che ricordiamo è del 55,3%, anche Friuli Venezia Giulia (68,5%), Emilia Romagna (68,1%), Marche e Valle d’Aosta (65,8%), Trentino (65,6%), Molise (65,3%), Veneto (64,5%), Lombardia (62,9%), Umbria (62,7%), Sardegna (60,1%). Con valori compresi tra il 60 e il 50%, troviamo poi Piemonte (58,4%), Liguria (58%) e Toscana (55,4%). E i più bravi? Sono tutti al centro-sud: Lazio (52%), Abruzzo (47,3%), Puglia (46,9%), Campania (45,8%), Sicilia (45,6%), Calabria (40,9%). E infine, con grande distacco, la Basilicata, dove solamente il 26,3% dichiara di consumare bevande alcoliche.

Alcol: il consumo “a maggior rischio”

Analizzando i dati, si può osservare che tra il 2014 e il 2017, meno della metà degli adulti in Italia, fra i 18 e i 69 anni, dichiara di non consumare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6 ne fa un consumo a “maggior rischio” per la salute, per quantità o modalità di assunzione. Questi ultimi sono più frequentemente giovani (fra i 18-24enni la quota raggiunge il 35%), uomini e persone socialmente più avvantaggiate, senza difficoltà economiche o con un alto livello di istruzione. È preoccupante il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali quasi 1 persona su 2 ne fa un consumo considerato a “maggior rischio”.
Il consumo di alcol a “maggior rischio” resta una prerogativa dei residenti nel Nord Italia, in particolare nelle Province Autonome di Bolzano e Trento, in Friuli Venezia Giulia e in Veneto dove si registrano le percentuali più alte.

Infine, è da sottolineare come l’attenzione degli operatori sanitari al problema dell’abuso di alcol appare ancora troppo bassa: appena il 6% dei consumatori a “maggior rischio” riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno.

L’alcol per FORMULA12? Poco, e solo come jolly

Come si concilia l’alcol con i 12 punti e la filosofia FORMULA12? Non benissimo. Certo, se è il nostro pasto jolly e mangiamo una pizza, possiamo abbinare una birra. Oppure, un bicchiere di vino ogni tanto possiamo anche concedercelo: ma sicuramente è importante limitarne il consumo il più possibile. Fisico e mente ringrazieranno!

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