3 motivi per mangiare il mirtillo

Come e in quali quantità è possibile prendere i frutti

Nella tradizione nordica il mirtillo era considerato una pianta in grado di proteggere dalla malasorte.
Oggi è appurato scientificamente che protegge da molti disturbi e aiuta l’organismo nella cura di diverse patologie.

Ecco quindi tre motivi per mangiare il mirtillo.

1. Bacche di mirtillo per il trattamento dei disturbi circolatori

Le bacche del mirtillo contengono diversi elementi come:

  • tannini,
  • zuccheri,
  • sali minerali,
  • flavonoidi,
  • vitamine A, C e gruppo B,
  • mirtillina.

Quest'ultima riduce la permeabilità dei capillari, rafforzando i vasi sanguigni, e ne migliora l'elasticità.
Caratteristiche che rendendo il mirtillo un ottimo alleato per il trattamento dei disturbi circolatori e capace di combattere la fragilità capillare.

2. Il mirtillo: antiossidante naturale

Grazie all’alta concentrazione di vitamine, il mirtillo è anche un ottimo antiossidante naturale in grado di inibire la formazione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Molto utile alla vista, grazie alle antocianine contenute nel frutto, che aumentano la capacità visiva, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità.

Il frutto è anche utile per combattere diarree e cistiti.

3. Le foglie del mirtillo come toccasana

Anche le sue foglie sono un vero e proprio toccasana: riducono la concentrazione di glucosio nel sangue, proteggono dai danni del diabete, del fumo e dell’ipertensione.
Inoltre godono di proprietà diuretiche e disinfettanti dell’apparato urinario.

La raccolta del mirtillo

E la buona notizia è che la raccolta è appena iniziata!
Con alcuni giorni di anticipo rispetto agli altri anni, apre oggi, mercoledì 26 luglio, la stagione della raccolta dei mirtilli nel Parco del Frignano, sull’alto Appennino Modenese.

Secondo la regolamentazione dell’Ente Parchi Emilia Centrale, di cui il Parco del Frignano fa parte, il limite massimo di raccolta è di 1 chilogrammo per tutti e fino a 5 chilogrammi per i residenti nei comuni del Parco (Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola).
Con un’autorizzazione “una tantum” giornaliera dal costo di 10 euro è invece possibile, per i residenti, raccogliere fino a 20 chilogrammi, ma solo per autoconsumo e senza l'uso del rastrello.

Per i residenti da almeno 5 anni consecutivi nei comuni del Parco è confermata la categoria dei raccoglitori “professionisti” iscritti allo specifico “Albo dei raccoglitori”, i quali possono raccogliere fino a 100 chilogrammi giornalieri. Fra questi sono privilegiati i giovani, gli studenti, i disoccupati, gli agricoltori e coloro che sono in possesso di partita IVA di categoria idonea. Le autorizzazioni, i cui costi variano dai 100 ai 300 euro a seconda della categoria dei richiedenti, saranno contenute nel numero massimo di 150 rilasci complessivi in base alla data di richiesta.

«Una regolamentazione introdotta lo scorso anno in accordo con i Comuni – dice Giovanni Battista Pasini, presidente dell’Ente Parchi Emilia Centrale – che ha dato risultati positivi e con la quale si vuole favorire prioritariamente la raccolta finalizzata all’integrazione di reddito per coloro che ne sono privi (giovani e disoccupati) e per le categorie dedite a quest’attività, dando comunque a tutti la possibilità di raccogliere questo prelibato frutto del nostro Appennino».

La raccolta è consentita tutti i giorni dalle ore 6 alle ore 20 ed è vietata nelle aree del Parco a protezione integrale (Zone A e A1). Le autorizzazioni sono rilasciate nella sede operativa del Parco del Frignano a Pievepelago, via Tamburù 8, tel. 0536.72134, comprese quelle per il transito dei mezzi di trasporto sulle piste forestali del Parco.

 

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