Infarm porta l’orto nei supermercati

La startup berlinese Infarm alla prova della grande distribuzione grazie all’agricoltura verticale indoor

Il chilometro zero è diventato il mantra di ogni regime alimentare.
Ma se si vive in città non sempre è facile trovare il rivenditore urbano giusto.
E una gita fuori porta solo per andare a comprare un po’ di insalata sembra una soluzione tirata.

Non sarebbe più semplice entrare al supermercato e trovare, al posto dei soliti scaffali, un bell’orto? Sicuramente sì.
E la soluzione si chiama Infarm.

Infarm e l'agricoltura verticale

Startup berlinese di circa 40 persone, Infarm sta sviluppando un sistema di agricoltura verticale adatto agli spazi di un supermercato.
Niente di realmente nuovo a bene vedere.

Le soluzioni indoor si susseguono una dietro l’altra. Eppure nessuna sembra avere lo stesso orientamento alla grande distribuzione al pari di Infarm.
Il segreto?
Un progetto modulare che sfrutta diversi blocchi sovrapponibili facilmente adattabili a spazi e volumi diversi.

Dalla piccola drogheria dietro casa all’ipermercato lungo la tangenziale, Infarm sta bene dappertutto.
A ciò si aggiunge la user experience. 

Il raccolto perpetuo

Al posto delle confezioni in polistirolo e plastica, il cliente potrà portarsi a casa un mazzetto di basilico cogliendolo direttamente dal dispositivo di cultura.
A tutto il resto penserà un complesso sistema automatizzato di micro-coltivazione. Intrecciando big data, IoT e cloud computing, Infarm punta a intercettare la sensibilità della clientela.

Cibo sano, bio, a chilometro zero e disponibile 365 giorni all’anno.
Un dettaglio che gli esperti chiamano perpetual harvesting (raccolto perpetuo, letteralmente).
Insomma, insalata tutto l’anno.

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