Mangi junk food? Anche figli e nipoti ne pagheranno le conseguenze

È questo l’esito incredibile di uno studio portato avanti dall’Università di Zurigo

Se pensi che mangiando cibo spazzatura fai male solo a te stessa, sappi che secondo una ricerca dell’Università di Zurigo non è così: anche i tuoi figli e i tuoi nipoti pagheranno le conseguenze di un’alimentazione sbilanciata. E non si parla di conseguenze da prendere alla leggera, bensì di alterazioni genetiche che causano dipendenza da cibo, droga e alcol e una maggiore predisposizione all’obesità e al diabete.

Lo studio dell’Università di Zurigo

Questa ricerca portata avanti dagli studiosi dell’Università svizzera è stata pubblicata sulla rivista Translational Psychiatry ed è la prima che indaga gli effetti di un’alimentazione scorretta nella madre fino alla terza generazione.

Durante la ricerca, i topi femmina sono stati nutriti con una dieta ricca di grassi e confrontati con altrettanti topi femmina che seguivano un regime alimentare normale. I topi sono stati alimentati in questo modo dai due mesi prima della gravidanza, durante la gestazione e infine durante l’allattamento. Durante lo studio sono stati monitorati il peso corporeo, la sensibilità all’insulina, i tassi metabolici e il colesterolo. Gli stessi fattori sono stati rilevati anche nella prole, per tre generazioni. In seguito, sono stati condotti esperimenti comportamentali anche in relazione alla dipendenza da alcol e droghe.

Quello che è emerso è che i topi femmina che hanno consumato una dieta ad alto contenuto di grassi prima, durante e dopo la gravidanza hanno trasmesso alle generazioni successive i relativi problemi metabolici e la tendenza a un abuso di alcol o droghe, tramite alcuni geni che risultavano “alterati”.

I risultati ci dicono che anche se le mamme non erano diventate obese potevano trasmettere questa condizione o il rischio di obesità ai figli, nipoti e pronipoti. Il danno genetico, quindi, si instaura sia che le condizioni siano visibili o meno. Solo dopo la terza generazione la predisposizione all'obesità - e a tutto il resto - si normalizzava.

L’applicazione dello studio sugli esseri umani

I ricercatori ritengono che tali condizioni si verifichino anche negli esseri umani, ma per accertarlo sarebbero necessari ulteriori studi e approfondimenti. Un’impresa non semplice: studiare gli effetti della sovra-alimentazione materna è quasi impossibile da fare nelle persone perché ci sono troppi fattori concomitanti da tenere in considerazione, come il background socio-economico, le preferenze alimentari dei genitori o le loro condizioni di salute pre-esistenti.

Non è detto quindi che i risultati ottenuti sui topi siano sovrapponibili in toto a quello che accade per gli esseri umani, ma i ricercatori ritengono che i meccanismi siano simili. Certamente questo studio può rappresentare uno spunto utile per capire meglio quali siano i meccanismi alla base dell’obesità, per prevenirla in modo efficace. Fermo restando che le cause dell'obesità sono multifattoriali, una complessa interazione di fattori genetici e ambientali .

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